Il mio paese

da “Minima Paesalia” : sguardi e racconti. Prologo.

Il mio paese non è perfetto. Aveva in groppa una zappa. Ora ha addosso un vestito di cartapesta. E di domenica in piazza si vanta di quel che non è.

Il mio paese non è un gioiello. Aveva intorno zolle di terreno profumate. Ora ha cubi di cemento e di prefabbricato.

Il mio paese era una donna semplice. Ora è una sgualdrina invecchiata.

Il mio paese non è una rosa vellutata ma un papavero bistrattato dal vento.

Il mio paese è un angolo di mondo. A volte con le finestre troppo barricate, a volte troppo spalancate.

Ma è il mio paese. E nelle valigie della partenza è sempre riposto e mai dimenticato.

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