Porto senza mare

Flaminia Ovest – Autostrada Pisa-Napoli (3.30)

Luoghi di confine che non hanno precisa connotazione all’interno di una cartina. Cos’è un punto di sosta che unisce due estremità, due facce, due note stonate? L’Autogrill sarebbe per qualcuno un “non-luogo”. Io invece lo considero il porto senza mare di chi si ferma per fare il punto della situazione. A quest’ora poi, dove buona parte del mondo dorme, qui c’è un brulicare di gambe e tazzine. Occhi stanchi di lavoratori in fuga da nord e sud. Non c’è differenza. Nello spartiacque della vita, dove il lavoro arranca, tutti gli occhi sono simili. Enormi file di camion a luci spente, sembrano tanti mostri addolciti dal sonno. Uno dietro l’altro, tutti al sicuro da imprevisti e contrattempi. La pausa cappuccino me la concedo da sola. Il tavolino che mi ospita affianca la vetrata dalla quale osservo viandanti andare e venire. Ho tra le mani la “gazza rosa” sulla quale leggo della tappa sconclusionata di oggi all’Aquila. Gli italiani arrancano. Nessun attacco, nessuna alzata in salita che faccia pensare a Marco Pantani. Ma ciò che rende il giro interessante è l’inatteso, l’imprevisto. Tu cerchi di non staccare gli occhi dai favoriti, dai grandi. E invece per caso vedi che qualcuno anonimo s’infila tra gli intersizi del timore e del poco coraggio e scatta.

 Anche così nascono i miti. Come aironi che spiccano il volo tra aquile aggressive. Ma qui, in questo notturno andare anche le aquile dormono. O forse vegliano. L’ autostrada invece è un viavai di occhi, pneumatici, luci. Non dorme mai. Mai si ferma. Forse rallenta. Ma non cede. E la sosta è solo un breve attimo per rimescolare tutto. È l’ora di andare. E tra l’odore della carta fresca di stampa, il sapore del caffè, alzo il bavero della giacca e tra pensieri veloci come queste auto che sfrecciano, esco di scena.

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