Pantani: persona e personaggio.

dal forum su Marco Pantani.

Marco aveva un suo modo di fare e agire. Marco anche nelle interviste aveva qualcosa di più. Aveva da raccontare, aveva da spiegare e quando non ci riusciva erano i suoi occhi a parlare. Quegli occhi che riuscivano a penetrare come una lama tagliente chi cercava di contrastarlo o di ferirlo.

Marco era vero. Aveva da dire sempre qualcosa di intelligente, mai concetti privi di fondamento, mai considerazioni giusto per dire qualcosa. Marco era un individuo libero, che vedeva la realtà in maniera oggettiva e fondava la propria vita sulla convinzione, o perlomeno sull’opinione che la realtà stessa fosse vista e sentita allo stesso modo anche dagli altri. Una persona libera ed informe, che può assumere una forma, costretta dall’esterno o spinta da un impellente bisogno interno. È lo stesso Pirandello a descrivere magnificamente le differenze…Cos’è una persona e cos’è un personaggio… E Marco Pantani era anche un personaggio. Quello creato a volte dai media, quello che veniva fuori dalle pagine dei giornali. E un personaggio, nella vita come nella fantasia creatrice di uno scrittore, è l’individuo fissato in una forma, che compie sempre gli stessi gesti per l’eternità o finché non entra in un’altra forma. Marco è anche un personaggio nella mente di tutti quelli che lo hanno amato. Perché sì, dobbiamo ammetterlo, spesso alla fine è il personaggio a vivere in eterno.

 Ma la sottile e fondamentale differenza tra Marco persona e Marco personaggio è la tragicità degli eventi, l’impossibilità di vedere unite queste due figure. Come un incantesimo mai scioltosi. Il personaggio pirandelliano però, sottoposto a norme fisse ed inderogabili, porta una tragica maschera, recita sempre le stesse battute, portando un mondo di sentimenti che gli altri non avranno mai la forza di penetrare e di rivelare. Ma Marco aveva qualcosa di più. Marco personaggio aveva una atipica teatralità. Non era costruito. Marco non aveva maschere se non quelle che gli altri gli hanno cucito addosso. L’errore commmesso (secondo il mio parere) da molti giornalisti o massmediologi, è stato quello di voler a tutti i costi mettere a nudo l’anima del personaggio, di scomporne l’apparente impassibilità e indifferenza di fronte ai casi della vita e non di cercare di capire la persona, l’intima sua composizione, per metterne in mostra la vera forma…quella da concretizzare una volta per tutte.

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